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Flora e Natura in Agriturismo: l'Origano

Pubblicato da in Flora · 2/1/2016 19:02:23

Origano



Nome latino: origanum vulgare
Famiglia: Lamiaceae
Genere: Originum
Etimologia: "oros", letteralmente "montagna", e "ganos", ossia "splendore"

L'origano è
una pianta erbacea perenne che cresce spontanea fino a circa 2000 m.

La pianta dell'origano raggiunge gli 80 cm di altezza, ha foglie ovali leggermente dentellate e i fiori raggruppati in pannocchie bianco rosa.
Il suo frutto è una capsula scura.

Tra gli impieghi dell'origano c'
è quello di infuso (origano e acqua) per un bagno rilassante, oppure per il lavaggio dei capelli. L'origano rappresenta anche un efficace rimedio per il torcicollo, applicando i fiori appena colti e poi riscaldati.

L'origano ha bisogno di svilupparsi in zone soleggiate, calde e areate, soprattutto nelle zone marine.
La pinata va fatta seccare in luoghi bui e ventilati, e in breve tempo, poichè gli oli essenziali sono molto volatili.

Ci sono circa 50 specie, tra le quali la pi
ù diffusa è l'Origanum Vulgare.

Nell'antica Grecia, gli sposi venivano ornati con corone di origano che testimoniavano il simbolo di prosperità e felicità.

L'origano
è composto principalmente da grassi, carboidrati, fibre zuccheri, proteine, acqua, oltre a minerali come potassio, calcio, sodio, fosforo, magnesio, ferro e zinco. Le vitamine sono il Retinolo (vitamina A), Riboflavina, Tiamina, Niacina e Acido folico (gruppo B). Infine, sono presenti anche aminoacidi e lipidi.

Tra le propriet
à medicinali, ricordiamo la funzione antisettica e vermifuga, oltre a proprietà terapeutiche: analgesiche, antisettiche, coadiuvanti nel processo digestivo, calmante per la tosse, attenuante per i dolori intestinali e cura per curare le infiammazioni. Inoltre, l'olio essenziale di origano è impiegato in aromaterapia, anche se può avere azione irritante sulla pelle e sulle mucose.


Descrizione inviata da Miriana



Animali e Fauna in Agritursimo: il Delfino

Pubblicato da in Fauna · 19/12/2015 17:35:25

Delfino



Classe: Mammiferi

Il delfino ha un corpo affusolato che gli permette di nuotare velocemente, usando la pinna caudale come organo motore.
L'orientamento e la ricerca del cibo avvengono tramite un organo particolare e voluminoso situato nella testa.
Il becco è
costituito da mandibole elongate e in specie come il tursiope la bocca forma una curva che diventa un sorriso fisso. Alcune specie hanno fino a 250 denti.

La particolarit
à dei delfini, che li rende in un certo senso, simili agli esseri umani, è il cervello, strutturalmente largo e dotato di corteccia complessa.

La colorazione di base
è costituita da gradazioni di grigio, con il lato del ventre bianco, mentre la pupilla ha una figura a forma di cuore.
La loro prospettiva di vita
è 35 anni.

I delfini sono predatori che si nutrono principalmente di pesci, mentre le specie con becchi corti e meno denti si nutrono di molluschi come seppie, calamari, polpi e
moscardini.
I delfini, insieme ad altri cetacei, hanno un sistema di comunicazione molto complesso, tanto da avvicinarsi ad un vero e proprio linguaggio, per cui oltre a saper
produrre ultrasuoni, elaborano schemi di movimento utilizzati come segni di comunicazione.


Descrizione inviata da Maria



Flora e Natura in Agriturismo: la Calendula

Pubblicato da in Flora · 2/11/2015 19:02:54

Calendula



Origine: Europa, Africa del nord e Asia meridionale

Significato: tristezza. Afrodite, la dea della bellezza, addolorata per la morte di Adone, suo amante, cominciò
a piangere e le lacrime diventarono delle Calendule.

La calendula
è una pianta annuale o perenne, coltivata sia per scopi ornamentali che officinali. La specie più nota è la Calendula Officinalis, che arriva fino a 60 cm di altezza.
La Calendula preferisce temperature che oscillano tra i 20
° e i 30°. Il suo fusto è ricoperto di peli e ha una radice che arriva ad una profondità di circa 30 cm.
Le foglie sono verde chiaro e leggermente appuntite e presentano peli sulla superficie.


La Calendula fiorisce nel periodo che va dall
estate a metà autunno e i fiori si presentano con un colore giallo marcato, arancio o bianco, mentre i frutti sono secchi.

Tipi di calendule:
Calendula Officinalis: pianta annuale, biennale o perenne, fusto eretto o ascendente, fioritura da giugno a novembre, fiori giallo intenso, arancione o bianco. Utilizzata per tinture e infusi, grazie alle propriet
à lenitive e antiarrossanti.
Calendula Arvensis: fioritura da giugno a novembre, fiori giallo o arancio, cresce anche nei prati.

Il terreno preferito dalla calendula
è quello ricco di sostanza organica, leggero e ben drenato. I primi germogli si vedono dopo circa due settimane, ad una temperatura di circa 20-30°. Va coltivata all’esterno ed esposta al sole diretto.

L’operazione di semina in vaso va fatta nel periodo primaverile, disponendo i semi su un terriccio ricco di sostanza organica e di sabbia grossa. Si spruzza poi il terriccio con acqua e si copre il contenitore con plastica o vetro per mantenere una temperatura costante.
Quindi, si posiziona in una zona ombreggiata ad una temperatura di circa 15°. Dopo circa due settimane si vedono i primi germogli, si toglie la plastica e lo si sposta in una zona più
luminosa. Appena cresciute, le nuove piantine possono essere trapiantate nel terreno definitivo.

La pianta della Calendula
è molto resistente e non necessita di cura particolari.

I medici, nell'antichit
à, usavano la buccia della radice della Calendula per le sue proprietà diuretiche, toniche, astringenti e antispasmodiche e per combattere malattie epatiche e della milza, attacchi isterici, depressione e alcuni tipi di paralisi. Inoltre, attenua i dolori mestruali e il vino preparato con questa pianta aiuta a lenire nevralgie e mal di denti.

In cucina, le foglie si possono condire e mescolare alle classiche insalate, mentre i boccioli invece possono essere messi sotto aceto e sostituire i classici capperi.


Descrizione inviata da Marilena



Animali e Fauna in Agriturismo: lo Stambecco

Pubblicato da in Fauna · 19/10/2015 19:03:43

Stambecco



Lo stambecco è l'animale simbolo della fauna della Valle dAosta, caratterizzata da aree umide, aride pietraie e paesaggi innevati.


Nel 2007 fu avvistato un esemplare di stambecco bianco alle pendici del Monte Emilius: gli fu dato il nome di Fiocco di neve.



La specie è stata a rischio estinzione e protetta a fne '800 da re Vittorio Emanuele II, con lo scopo di riservare gli esemplari alla sua caccia personale in una riserva privata. Non sono mai stati introdotti nel Parco nazionale del Gran Paradiso, in cui non sono mai scomparsi, mentre sono stati reintrodotti in Francia, Svizzera, Austria e Germania.

Il maschio dello Stambecco ha lunghe corna arcuate e nodose, mentre la femmina
è più piccola e dotata di corna. Le corna del maschio possono arrivare al metro di lunghezza. Le corna sono permanenti e la loro crescita si blocca ogni anno a novembre, formando un anello ben visibile sulla parte laterale e posteriore del corno.
Contando i cerchi si risale al numero di inverni trascorsi e all'età dell'animale.

Il maschio pu
ò vivere fino a 16 anni, mentre la femmina supera anche i 20.

Il colore del mantello dello stambecco cambia a seconda delle stagioni. Nel periodo estivo,
è di colore beige o bruno chiaro, mentre in autunno è bruno scuro, quasi nero. La folta pelliccia, così, riesce ad assorbire meglio i raggi del sole. A fine inverno e nei mesi di maggio e giugno c'è un'ulteriore muta.
La pelliccia viene t
olta quando gli stambecchi cominciano a grattarsi contro le rocce e contro i tronchi degli alberi. Il pelo estivo è grigio ferro, mentre sul ventre è bianco.
Il pelo delle femmine
è beige giallastro o castano chiaro, e il suo mantello è sempre più chiaro di quello del maschio.

Lo stambecco
è erbivoro e può mangiare, quotidianamente, fino a 15 kg di erba, ginepro, rododendri, muschi e licheni.

Gli accoppiamenti avvengono durante i mesi di dicembre e di gennaio e sono caratterizzati da estenuanti e spettacolari combattimenti tra maschi.

La gestazione delle femmine dura circa 160-180 giorni e nasce un solo cucciolo, che si alza in piedi dopo pochi minuti per seguire la madre sulle pareti a strapiombo.

Descrizione inviata da Matilde



Flora e Natura in Agriturismo: il Basilico

Pubblicato da in Flora · 2/9/2015 19:02:59

Basilico



Origine: Asia tropicale e India
Etimologia: latino medievale "Ocimum basilicum" e dal greco "basilikon" ("pianta regale, maestosa")

Il significato del basilico nel linguaggio dei fiori è
l'odio. La sua origine risale all'epoca degli antichi egizi e dei greci, per i quali il basilico era legato alla morte ed usato per le imbalsamature. Cinesi e Arabi lo utilizzavano per le proprietà medicinali e i crociati lo usavano sulle navi per cacciare insetti e cattivi odori. Le leggende sono contrastanti, poichè secondo alcune era capace digenerare stati di torpore e pazzia ed era dannoso per lo stomaco e per il fegato; secondo altre, il basilico era un valido antidoto al veleno degli scorpioni.

Il basilico si presenta come una pianta dalle foglie verdi molto profumate, molto usata nella cucina italiana e nelle cucine asiatiche, oltre che in erboristeria.


Il basilico richiede sole abbondante e una temperatura tra i 20
° e 25°. Fiorisce tra giugno e settembre e deve essere potato con il taglio degli apici vegetativi e dei fiori, per allungare il ciclo di vita. I fusti possono raggiungere un'altezza di circa 60 cm, con foglie di color verde intenso e fiori piccoli di colore bianco. Ci sono circa 50 varietà di basilico, e le più conosciute sono il basilico napoletano, greco, thailandese e genovese.  
E' una delle piante aromatiche pi
ù utili in cucina ed ha un gusto dolce e fragrante, buono anche per preparare conserve e liquori.

Caratteristiche del basilico a seconda della tipologia:


Basilico Genovese: foglie di media grandezza, color verde chiaro e particolarmente aromatiche
Basilico Napoletano: foglie grandi e bollose di color verde chiaro
Basilico Foglia di Lattuga: foglie larghe, bollose, lucenti e di color verde
Basilico Fino verde: pianta nana con foglie piccole, lucenti, di colore verde e particolarmente aromatiche
Basilico Minimum o greco: foglie piccole, di forma ovale e di colore verde, tollera maggiormente le temperature fredde
Basilico Cinnamon: originario del Messico, ha foglie ovali, lucenti, lievemente dentate e di colore variabile, molto speziato
Basilico Dark Opal: foglie appuntite e di forma ovale dal colore viola scuro
Basilico Purple Ruffles: foglie di colore rosso-viola, dai margini dentellati e con piegatura lungo la nervatura centrale

Il basilico pu
ò essere seminato al chiuso da gennaio a marzo oppure all'aperto da marzo a maggio. I semi, distribuiti 1 g ogni mq, vanno interrati ad una profondità di circa 1/2 cm.
Una volte cresciute, le piantine devono essere diradate a circa 30 cm l'una dall'altra. Le piantine nascono dopo circa 2 settimane dopo la semina e possono essere trapiantate
solo dopo che è spuntata la quarta foglia. Le innaffiature devono essere abbondanti senza, però, provocare, ristagni idrici.

Il basilico viene utilizzato anche a scopi fitoterapici e il suo costituente principale
è l'olio essenziale costituito da estragolo, linalolo, canfora, geraniolo, cinnamato di metile, acetato di linalile, eugenolo. Il basilico ha molte proprietà: è antispasmodico, stimolante, stomachico, antinfiammatorio, carminativo e diuretico. Alcuni consigliano di ingerirne le foglie fresche per favorire il processo digestivo.

Descrizione inviata da Arcangelo



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