Fauna - Flora e Fauna in Agriturismo - Scopri le Attività la Flora e la Fauna in Tutto Agriturismi

Cerca nel sito
Vai ai contenuti

Menu principale:

Animali e Fauna in Agritursimo: il Delfino

Pubblicato da in Fauna ·

Delfino



Classe: Mammiferi

Il delfino ha un corpo affusolato che gli permette di nuotare velocemente, usando la pinna caudale come organo motore.
L'orientamento e la ricerca del cibo avvengono tramite un organo particolare e voluminoso situato nella testa.
Il becco è
costituito da mandibole elongate e in specie come il tursiope la bocca forma una curva che diventa un sorriso fisso. Alcune specie hanno fino a 250 denti.

La particolarit
à dei delfini, che li rende in un certo senso, simili agli esseri umani, è il cervello, strutturalmente largo e dotato di corteccia complessa.

La colorazione di base
è costituita da gradazioni di grigio, con il lato del ventre bianco, mentre la pupilla ha una figura a forma di cuore.
La loro prospettiva di vita
è 35 anni.

I delfini sono predatori che si nutrono principalmente di pesci, mentre le specie con becchi corti e meno denti si nutrono di molluschi come seppie, calamari, polpi e
moscardini.
I delfini, insieme ad altri cetacei, hanno un sistema di comunicazione molto complesso, tanto da avvicinarsi ad un vero e proprio linguaggio, per cui oltre a saper
produrre ultrasuoni, elaborano schemi di movimento utilizzati come segni di comunicazione.


Descrizione inviata da Maria



Animali e Fauna in Agriturismo: lo Stambecco

Pubblicato da in Fauna ·

Stambecco



Lo stambecco è l'animale simbolo della fauna della Valle dAosta, caratterizzata da aree umide, aride pietraie e paesaggi innevati.


Nel 2007 fu avvistato un esemplare di stambecco bianco alle pendici del Monte Emilius: gli fu dato il nome di Fiocco di neve.



La specie è stata a rischio estinzione e protetta a fne '800 da re Vittorio Emanuele II, con lo scopo di riservare gli esemplari alla sua caccia personale in una riserva privata. Non sono mai stati introdotti nel Parco nazionale del Gran Paradiso, in cui non sono mai scomparsi, mentre sono stati reintrodotti in Francia, Svizzera, Austria e Germania.

Il maschio dello Stambecco ha lunghe corna arcuate e nodose, mentre la femmina
è più piccola e dotata di corna. Le corna del maschio possono arrivare al metro di lunghezza. Le corna sono permanenti e la loro crescita si blocca ogni anno a novembre, formando un anello ben visibile sulla parte laterale e posteriore del corno.
Contando i cerchi si risale al numero di inverni trascorsi e all'età dell'animale.

Il maschio pu
ò vivere fino a 16 anni, mentre la femmina supera anche i 20.

Il colore del mantello dello stambecco cambia a seconda delle stagioni. Nel periodo estivo,
è di colore beige o bruno chiaro, mentre in autunno è bruno scuro, quasi nero. La folta pelliccia, così, riesce ad assorbire meglio i raggi del sole. A fine inverno e nei mesi di maggio e giugno c'è un'ulteriore muta.
La pelliccia viene t
olta quando gli stambecchi cominciano a grattarsi contro le rocce e contro i tronchi degli alberi. Il pelo estivo è grigio ferro, mentre sul ventre è bianco.
Il pelo delle femmine
è beige giallastro o castano chiaro, e il suo mantello è sempre più chiaro di quello del maschio.

Lo stambecco
è erbivoro e può mangiare, quotidianamente, fino a 15 kg di erba, ginepro, rododendri, muschi e licheni.

Gli accoppiamenti avvengono durante i mesi di dicembre e di gennaio e sono caratterizzati da estenuanti e spettacolari combattimenti tra maschi.

La gestazione delle femmine dura circa 160-180 giorni e nasce un solo cucciolo, che si alza in piedi dopo pochi minuti per seguire la madre sulle pareti a strapiombo.

Descrizione inviata da Matilde



Animali e Fauna in Agriturismo: il Maialino Casertano

Pubblicato da in Fauna ·

Maiale casertano



Origine: epoca romana
Razza: Casertana

Il maiale casertano, detto anche "di Teano" o "Pelatella" ha origini molto antiche, tanto che se ne trovano rappresentazioni in molte sculture e affreschi di epoca romana.
Ha permesso la formazione di razze straniere come la yorkshire e la Berkshire e fu molto importato in Inghilterra. Dagli anni Venti ebbero luogo numerosi mix genetici dovuti all'introduzione di riproduttori di varie razze.

La razza Casertana ha subito una forte contrazione demografica, sostituita da tipi genetici più
magri che ne hanno quasi causato l'estinzione, tanto che si parla di 594 esemplari al 31 dicembre 2007.

Il maiale casertano
è utilizzato come carne fresca o per la produzione di salumi tipici.
La scrofa
è in grado di partorire un numero medio di 6-8 esemplari per parto.

Caratteristiche morfologiche
Di taglia piccola,
il maiale casertano è un suino con cute pigmentata di nero o grigio-ardesia, con setole rade e sottili, raggruppate a ciuffetti sul collo, sulla testa e sulla coda.

Recentemente si
è costituito un Consorzio di allevatori della razza casertana, che si propone di promuovere e valorizzare le produzioni di questa razza tutta Italiana.

Descrizione inviata da Chiara



Animali e Fauna in Agriturismo: il Cavallo

Pubblicato da in Fauna ·

Cavallo Calabrese



Origine: Calabria

Il cavallo calabrese deriva da un gruppo di cavalli arabi importati dal Nord Africa. Incrociato con l'Andaluso al tempo dei Borboni, è
stato poi influenzato dal Purosangue Inglese che ha permesso l'incremento della taglia. E' molto frugale e resistente, ha un temperamento vivace e docile ed è facile da addestrare. Tra le sue perculiarità: adatto per il turismo equestre, per il salto, è forte, resistente e veloce.

Caratteristiche
Mantello: baio scuro, morello, grigio, sauro
Altezza al garrese: 1,60-1,65 cm
Peso medio: 450-500 kg

La sua forma elegant
e, agile e veloce ha fatto sì che, in passato, fosse utilizzato per diverse battaglie, da Annibale a Giulio Cesare, fino ai Longobardi, che lo incrociarono con cavalli di tipo germanico per aumentarne la taglia e i diametri. Nel XVIII secolo si parlava del cavallo calabrese in testi come "Della Calabria illustrata", "Cronache et antichitа di Calabria", "Regno di Napoli in prospettiva". Nel 1742 Carlo III di Borbone creò la Real Razza di Persano, facendo sì che diversi stalloni operassero in Calabria; in seguito, ci fu listituzione dei registri delle fattrici e dei depositi stalloni. Dai primi del 900 i calabresi ottengono successi agonistici, come ad esempio partecipare all'internazionale di Piazza di Siena.

Negli anni '60 nacque in provincia di Cosenza una scuola di equitazione a Paglialonga, i cui istruttori  riuscirono a coniugare la tradizione locale con la logica della
Scuola di Equitazione Militare Italiana e l'equitazione sportiva.

Descrizione inviata da Mariano



Animali e Fauna in Agriturismo: la Carpa

Pubblicato da in Fauna ·

Carpa comune



Nome: Cyprinus carpio
Origine: Asia

La carpa comune è
caratterizzata da evidente polimorfismo legato alla diversa quantitа e disposizione delle squame e alla variabilità del rapporto tra altezza e lunghezza del corpo. Il corpo è allungato nei soggetti selvatici e alto ed arcuato in quelli allevati.
Un altro elemento di differenziazione sono le squame, tanto che gli esemplari interamente ricoperti di squame si chiamano
carpa regina, quelli che ne sono totalmente privi carpa nuda o carpa cuoio. Inoltre, gli esemplari che hanno un numero ridotto di squame di grosse dimensioni, irregolarmente distribuite, si chiamano carpa a specchi, mentre quelli con una serie regolare di piccole squame sul dorso sono definite a file di squame.

Le principali caratteristiche della carpa sono:
-testa conica
-bocca piccola e protrattile con labbra spesse
-presenza di due paia di barbigli
-denti faringei, molariformi  e disposti in tre serie su ciascun lato
-linea laterale con andamento rettilineo
-ampia variet
à di colori generalmente legata a tonalitа brunoolivastre, verde-grigiastro, con riflessi dorati sui fianchi

La carpa
è una specie dacqua dolce e vive in tutti i continenti, preferendo gli ambienti con acque stagnanti, come laghi, bacini idrografici, stagni e le zone di fondale dei fiumi. E' una specie dotata di alta adattabilità a condizioni ambientali difficili ed è allevabile anche in zone tropicali e subtropicali.
La carpa
è onnivora, anche se si nutre prevalentemente di insetti dacqua, larve, vermi, molluschi, zooplancton e materiale di origine vegetale. La fase di deposizione viene completata in più riprese e il quantitativo di uova rilasciate è compreso tra 100 e 230g per kg di peso corporeo. Dopo circa 3 giorni dalla schiusa, la vescica natatoria delle larve è quasi completamente sviluppata ed inizia la fase di nuoto e lalimentazione.

La riproduzione della carpa pu
ò essere di due tipi:
-naturale: ha luogo a maggio e giugno (temperatura dell
acqua: 18 °C) e ad una profondità massima di 80cm. Sulle sponde viene fatta crescere unabbondante vegetazione per garantire un valido supporto alle uova, rivestite di una sostanza adesiva. Le larve inizialmente misurano 4,5mm e riassorbono il sacco vitellino entro 4 giorni, per poi iniziare a nuotare alla ricerca di zooplancton;
-controllata: ha luogo nei mesi primaverili e si avvale di una tecnica di stimolazione ormonale, attuata attraverso l
iniezione nel tessuto muscolare di una soluzione contenente ipofisi di carpa. Liniezione viene effettuata nellarea posteriore alla pinna dorsale sia alle femmine che ai maschi.
La fase successiva prevede la spremitura dei riproduttori, facendo delicatamente fuoriuscire dal ventre delle femmine anestetizzate le uova, alle quali viene aggiunto
il liquido seminale prelevato dai maschi tramite pipetta. Sperma e uova vengono mescolate e l'incubazione delle uova fecondate ha luogo allinterno di recipienti (bottiglie di Zug) per circa 52 ore a 26°C.

Descrizione inviata da Sandro




Animali e Fauna in Agriturismo: il Cane Pecoraio

Pubblicato da in Fauna ·

Cane da Pastore Siciliano




Origine: Italia

Il Cane da Pastore Siciliano, detto Cane Pecoraio Siciliano o Cane di Mannara, è
una razza di origine siciliana. Ha origini molto antiche, tanto che si trovano tracce della sua presenza nelle monete dei Mamertini del IV secolo a.C., che raffigurano un cane mastino a guardia del tempio di Adrano.
E' un cane di mole medio-grande, ben proporzionato e mai pesante. Presenta un dimorfismo sessuale molto marcato ed ha un aspetto armonico, con grande facilit
à di movimento.
Viene impiegato per la guardia agli ovili e difende le greggi dalla predazione di volpi e cani randagi, e anche dall
attacco dei lupi. E' un cane docile, poco esigente, molto legato alluomo, riservato ma non indipendente, diffidente nei confronti degli estranei, in branco diventa pericoloso per gli intrusi.

La razza cui appartiene prevede alcune caratteristiche:
-lunghezza della testa non oltre i 3,6/10 dell
altezza al garrese;
-larghezza del cranio uguale alla sua lunghezza;
-lunghezza del muso uguale al 45 % della lunghezza totale della testa;
-altezza del costato eguale al 50 % dell
altezza al garrese;
-perimetro toracico di almeno il 135 % dell
altezza al garrese;
-testa moderatamente massiccia, larga;
-cranio ampio, con lunghezza pari al 55 % della lunghezza totale della testa
-labbra asciutte e stirate;
-tartufo voluminoso;
-mascella e mandibola ben sviluppate;
-dentatura corretta e completa;
-occhi relativamente piccoli e orecchie non grandi;
-collo lungo almeno l
85 % della lunghezza della testa, largo e ben raccordato alle spalle;
-coda grossa, lunga, ricca di pelo folto;
-arti anteriori con ossatura forte, ben distanziati tra loro;
-arti posteriori forti e muscolosi;
-pelo semilungo, folto e compatto.

Il manto presenta diverse colorazioni: fulvo in tutte le sue sfumature dal mogano al crema, nero, fegato chiaro con distribuzione del bianco pi
ù o meno estesa, a formare pezzature, tigrato, nero. Il cane pecoraio siciliano è medio-grande, tanto che i maschi misurano minimo 65 cm e le femmine minimo 59 cm.

Descrizione inviata da Giovanni



Animali e Fauna in Agriturismo: il Pavone

Pubblicato da in Fauna ·

Il Pavone



Regno: Animali
Phylum: Cordati
Subphylum: Vertebrati
Classe: Uccelli
Ordine: Galliformi
Famiglia: Phasianidi

I pavoni sono uccelli ornamentali appartenenti al genere Pavo e si differenziano nella specie pavone comune e pavone specifero.

Il Pavone comune ha origine in India, è
una specie poligama e si adatta a qualsiasi ambiente. Il maschio è caratterizzato dallo strascico che si apre a ventaglio e che ha colorazione bronzo-rame-dorata con vistosi "occhi", e da un ciuffo di penne di colore verde-azzurro sulla testa. E' un animale sedentario e vive in gruppi più o meno numerosi. Mangia frutti, semi, insetti e piccoli vertebrati, è abile nel cacciare serpenti e di notte si può trovare appollaiato nei punti più elevati. La femmina depone da 8 a 10 uova di color crema e le cova per circa 28 giorni.
La femmina ha il ciuffo di penne occipitale, il collo verde-castano, la coda piщ scura e il petto chiaro.
Tra le razze di Pavone comune troviamo il Pavone nigripennis (o Pavone dalle ali nere); il Pavone bianco (mantello completamente bianco), il Pavone pezzato (o Pavone arlecchino).

Il Pavone specifero
è originario dell'isola di Giava, Sumatra e dell'Indocina. Si differenzia dal pavone comune perchè è molto più grande e ha una diversa forma del ciuffo occipitale. La dieta si basa su frutti, semi, insetti e piccoli vertebrati. Il pavone è molto territoriale, e difende in maniera tenace il suo territorio aggredendo le persone. Le femmine sono simili ai maschi, ma senza strascico e con macchie brune sul dorso, sulle copritrici e scapolari.

Descrizione inviata da Nausica



Animali e Fauna in Agriturismo: l'Asino

Pubblicato da in Fauna ·

L'Asino



Classe: Mammalia
Ordine: Perissodactyla
Famiglia: Equidae
Genere: Equus
Specie: E. asinus
Nomenclatura binomiale

L'asino, dal latino Equus asinus, è
chiamato anche somaro o ciuco ed è un mammifero quadrupede della famiglia degli Equidi.
E' un animale addomesticato da millenni,
utilizzato animale da lavoro e come mezzo di trasporto per cibo e merci.

Il verso dell'asino viene chiamato raglio.


Ha orecchie lunghe, un manto grigio con ventre, muso e contorno degli occhi bianchi, anche se alcune razze sono nere. Le specie selvatiche presentano un manto che va dal grigio al bruno sabbia, o bruno rosso.

Un asino maschio che si incrocia con una giumenta genera un mulo, mentre un cavallo maschio con un'asina genera un bardotto. I muli sono docili, forti e resistenti, mentre i bardotti, invece sono piccoli e deboli.
Questi ibridi sono sterili.

Pregiato è il latte d'asina, considerato il più simile a quello della donna e somministrato ai neonati allergici alle proteine del latte vaccino.
Anche la carne dell'asino
è utilizzata nell'alimentazione umana, per la preparazione di salami e di piatti tradizionali come il tapulon o lo stufato d'asino.

Tra i vari tipi di asino, ricordiamo l'Asinello Bianco dagli Occhi Azzurri in Sardegna, l'onagro in India, l'emione in Asia centrale, l'asino selvatico africano
nell'Africa dell'Est.

Gli asini sono famosi per la loro ostinazione e testardaggine, e infatti
è difficile forzare un asino a fare qualcosa che sia contrario ai propri interessi. L'asino è considerato anche un simbolo di ottusità e ignoranza e spesso è un appellativo riferito allo studente pigro e svogliato o poco intelligente.

Curiosit
à
L'asino
è il simbolo (non ufficiale) del Partito Democratico degli Stati Uniti d'America. L'asino ("ciuccio" in dialetto napoletano) è anche la mascotte ufficiale del Napoli Calcio.
L'asino
è oggi usato con notevole successo nella pet therapy: la terapia con asini è detta onoterapia.

Descrizione inviata da Marco




Animali e Fauna in Agriturismo: la Farfalla

Pubblicato da in Fauna ·

La Farfalla



Ordine: Lepidotteri
Famiglia: Hesperioidea e Papilionoidea

La farfalla è un insetto che ha abitudini generalmente diurne. Si presenta con antenne clavate e chiude le ali a libro in posizione di riposo.

I principali stadi di un ciclo vitale di una farfalla sono quattro: uovo, bruco, pupa e adulto.

Uovo: poco prima del momento della schiusa, l'uovo diventa scuro e il bruco può essere visto muoversi al suo interno. Prima ritaglia una sorta di "coperchio" circolare nell'involucro rigido dell'uovo, quindi spinge il corpo fuori dell'uovo contorcendosi. Una volta uscito, il bruco mangia il guscio vuoto dell'uovo per ottenere l'alimentazione necessaria alla sopravvivenza fino al momento in cui sarà riuscito ad individuare la sua pianta ospite.

Bruco: il bruco sceglie uno stelo adatto e tesse un cuscinetto di seta, al quale attacca la coda. Quindi fissa una "cintura" dello stesso materiale, che fa passare attorno al centro del corpo e che rimane attaccata al supporto offerto dallo stelo. La cuticola del bruco si fende lungo il dorso e la pupa inizia ad emergere. Una serie di contorcimenti sospinge la cuticola del bruco verso la coda. Questa vecchia pelle viene abbandonata ed una serie di uncini della coda e viene fissata al cuscinetto sericeo.

Pupa: poco prima dello sfarfallamento, il colore della farfalla adulta diventa vagamente visibile. L'involucro della pupa si fende e la farfalla comincia faticosamente ad uscire. Quando è uscita, la farfalla emette dall'estremità dell'addome un liquido, detto meconio, contenente i prodotti di rifiuto accumulati durante lo stadio pupale. Dopo la schiusa, la farfalla rimane con le ali ripiegate e penzolanti e le espande pompando emolinfa nelle nervature alari.

Adulto: la farfalla completamente sviluppata succhia il nettare dei fiori ed è pronta ad accoppiarsi. In genere, la vita da farfalla è abbastanza breve: da qualche giorno a una settimana o due e, solo in alcuni casi, può raggiungere il mese.

La farfalla più grande esistente è la Ornithoptera alexandrae, o farfalla della regina Alessandra, che può raggiungere un'apertura alare di 31 cm, una lunghezza corporea di 8 cm e un peso fino a 12 grammi.
Le farfalle monarca, che vivono tra Stati Uniti e Messico, compiono migrazioni di migliaia di chilometri, e possono vivere da due settimane a otto mesi. In Costa Rica ci sono farfalle che non vivono più di due giorni, mentre la Vanessa antiopa può arrivare a sfiorare l'anno di vita.

Il record di longevità appartiene ad una falena, che si nutre di una pianta chiamata Yucca baccata, e ha una pupa che può vivere fino a 30 anni prima di diventare adulto.

Descrizione inviata da Liliana



Animali e Fauna in Agriturismo: il Maiale

Pubblicato da in Fauna ·

Il Maiale



Classe: Mammiferi
Ordine: Artiodattili Suiformi
Nome originale: Sus scrofa domesticus L.

Il suino, detto anche maiale o porco, è un suide addomesticato. Il maschio si chiama "verro" e la femmina "scrofa"; i cuccioli sono "lattonzoli" o "verretti" (i maschi), "scrofette" (le femmine).
Il maiale viene utilizzato in cucina in tutte le sue parti e offre molti sottoprodotti derivati.

Anatomicamente, il maiale domestico possiede un grugno mobile, adatto a grufolare nel terreno, una pelle spessa e dotata di uno strato di grasso sottocutaneo, canini trasformati in zanne.
Le razze più antiche di maiale erano simili ai cinghiali selvatici, ma le razze attuali, trattandosi di animali da carne, raggiungono e superano i 300 kg, ossia più del doppio di un grosso cinghiale maschio adulto.
Il classico "maiale rosa" è un animale dalla cute depigmentata, ma esistono anche maiali neri o pezzati.
Le orecchie possono essere erette o pendenti in avanti, la coda diritta, curvata a punto interrogativo o arrotolata a formare un ricciolo. Le zampe sono corte e forti, con due zoccoli centrali maggiori e due "speroni" laterali.

L'allevamento del maiale è antichissimo e si pensa che la domesticazione sia avvenuta in Cina e in Mesopotamia. La carne di maiale è ricca di grassi e il motivo per cui non è contemplato il suo consumo in alcune religioni può essere dovuto al fatto che il maiale è onnivoro, per cui potrebbe nutrirsi di alimenti che servono alla sopravvivenza di popolazioni, in zone desertiche, ad esempio. Un altro motivo può essere legato al fatto che i maiali hanno bisogno di molta acqua e comprometterebbero le già scarse risorse idriche di alcune zone.

La vita del maiale d'allevamento non è lunga, le cucciolate sono normalmente di circa dieci-dodici piccoli e la scrofa partorisce due volte all'anno. A seconda dello scopo per cui vengono allevati, i maiali si dividono in leggero (100–110 kg) e pesante (150 e i 180 kg). La provincia italiana con la più alta concentrazione di suini è Mantova.

Descrizione inviata da Luana




Successivo
Flora e Fauna
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu